Jazz nel pomeriggio

martedì 1 settembre 2015

Sweet And Lovely – Sugar – Time On My Hands (Coleman Hawkins)

 Calava la tela su Coleman Hawkins nel 1966, anno di questa seduta di registrazione, la sua ultima, prodotta da Norman Granz.

 Chi ne ha la triste inclinazione potrà trovare qui i segni di una decadenza che gli standard di oggi direbbero precoce – Hawkins nel 1966 aveva appena sessantadue anni e sarebbe morto tre anni dopo. Io vi sento, a dispetto di tutto, una maestà di suono e un magistero di fraseggio e di condotta musicale che non hanno avuto pari o ne hanno avuti pochissimi, insomma un’autentica sapienza che trascende il controllo tecnico, che comunque qui è largamente intatto: fa’ attenzione alla cadenza finale di Time On My Hands, a ciò che Hawk vi dice, a come lo dice e ancora meglio a ciò che sceglie di lasciare non detto, e capirai quello che intendo. A  quel punto della sua vita e della sua vicenda musicale, Coleman Hawkins semplicemente non poteva suonare una nota sbagliata nell’idioma che aveva in così gran parte contribuito a creare. Piuttosto, come fece, non avrebbe suonato affatto e sarebbe morto poco dopo.

 Nota poi come fino all’ultimo Hawkins, anche dopo aver perso la voglia di vivere, avesse avuto la cura di radunarsi intorno un trio di musicisti eccellenti e appropriati.

 Dedico questo trittico hawkinsiano al veterano dei lettori e contributori di Jazz nel Pomeriggio, il carissimo Paolo il Lancianese, l’uomo che ogni mattina, no matter what, legge per primo le mie parole.

 (E anche quest’anno si è fatto settembre).

 Sweet And Lovely (Arnheim-Tobias-Lemare), da «Sirius», OJC [Pablo] 00025218868129. Coleman Hawkins, sax tenore; Barry Harris, piano; Bob Cranshaw, contrabbasso; Eddie Locke, batteria. Registrato il 20 dicembre 1966.

 Sugar (That Sugar Baby o’Mine) (Pinkard-Mitchell-Alexander), id.

 Time On My Hands (Youmans-Adamson-Gordon), id.

4 commenti:

Paolo il Lancianese ha detto...

Grazie infinite, Marco!

loopdimare ha detto...

Cambia il tempo e l'età si prolunga: allora the Hawk era considerano un rudere a 62 anni, oggi Rava ne ha 76 e viene considerato ancora al pieno delle sue capacità... E' vero che non si invecchia tutti allo stesso modo, ma forse è anche cambiato il modo di vedere la vecchiaia. Rollins ha fatto concerti fino a d un paio di anni fa e adesso ne ha 84, e Lee Konitz a 87 anni suona ancora!

loopdimare ha detto...

Del resto, nel cannibalismo evoluzionista del jazz, dove ogni giorno si voleva una novita e un nuovo stile, i "vecchi" erano carne da macello per i giovani leoni. le "opere della maturità" era un concetto assolutamente ignorato, salvo che per il Duca...

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Vero. Il jazz è stata una musica di giovani fino a qualche anno fa… poi, forse in coincidenza con la sua entrata ufficiale nei programmi dei Conservatorî, è diventata una musica per persone dalla mezza età in poi!