Jazz nel pomeriggio

sabato 19 settembre 2015

Stella By Starlight – Space Reflex – Maid Of The Moon (Dick Hyman)

 Questo disco del 1963 non lo trovi ricordato nelle storie del jazz, benché sia opera di un jazzista insigne, Dick Hyman, ma in quelle del lounge, space age pop, incredibly strange music, insomma ci siamo intesi: Google te ne dirà anche più di quanto tu possa desiderarne.

 Con la sostanziale collaborazione di Mary Mayo, una cantante oggi dimenticata, Hyman produce un disco di musica elettronica live, cioè suonata tutta in diretta, senza l’elaborazione di nastri come nella coeva musique concrète. Al di là della curiosità novelty che lo data ineluttabilmente, il disco è disseminato di buone idee musicali ed aggiunge qualche suggestione all’ascolto pensare che l’anno e in fondo l’ispirazione «spaziale» siano gli stessi, benché espressi meno ingenuamente, di un successo pop come Telstar di Joe Meek. Leonard Feather nelle note al disco rivendica a Space Reflex, di cui è coautore, il primato nell’uso jazzistico del 5/4, ma il pezzo più suggestivo è Maid Of The Moon, memore delle collaborazioni di Kay Davis con Duke Ellington.

 Grazie a Gennaro Fucile per la preziosa segnalazione.

 Stella By Starlight (Young), da «Moon Gas», MGM. Mary Mayo con Dick Hyman, organo Lowrey; Nick Tagg, organo Hammond, Lowrey, piano; Vinnie Bell, chitarra elettrica modificata; Joe Benjamin, contrabbasso; Bobby Rosengarden, batteria, oscillatore. Registrato nel 1963.

 Space Reflex (Feather-Hyman), id.

 Maid Of The Moon (Hyman), id.

6 commenti:

Paolo il Lancianese ha detto...

"Telstar" l'ha rifatto l'anno scorso Bill Frisell in "Guitar in the Space Age", con risultati che non voglio giudicare (diciamo moscetti anzichenò). Ricordo anche, tanto per curiosità, una versione dei primi anni Settanta, a nome de "L'Ingegner Giovanni & Famiglia" (era Piero Umiliani, al moog). A dispetto dell'improbabile pseudonimo, arrivò fino alla sedicesima posizione nella hit parade del 1973 - e sì che erano passati più di dieci anni dall'enorme successo dei Tornados. Oggi questa roba non si può più ascoltare (parlo per me, beninteso), ma resta l'incredibile storia di Joe Meek, da te così ben raccontata.

loopdimare ha detto...

Telestar che giri intorno a me, che giri intorno al mondo (Caterina Valente)

Marco Bertoli ha detto...

Per i pochi che non sapessero di che cosa parliamo:

https://www.youtube.com/watch?v=WPDvsLSnUGc

La canzone Telstar e il suo autore Joe Meek sono una mia piccola, innocua ossessione.

prospettive musicali ha detto...

Marco detesta vantarsi e quindi è improbabile che segnali questo bellissimo articolo su Joe Meek
http://www.quadernidaltritempi.eu/rivista/numero41/bussole/q41_b08.html
che ha scritto per "Quaderni d'altri tempi".
Alessandro

prospettive musicali ha detto...

Dimenticavo: quella di Feather sul primato nell’uso jazzistico del 5/4 mi sembra una delle sue sbruffonate, visto che anche i polli conoscono Take Five di Paul Desmond (1959). Ancora anteriore era l'uso che faceva Lennie Tristano di metri in 5 e in 7.
O forse Feather intendeva dire non che Space Reflex fu il primo brano jazz in 5/4 ma il migliore?
Alessandro

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Arrossisco! Grazie, Alessandro. Feather è un noto fanfarone ma qui è colpa mia, sono andato a rileggere le note e F. dice in effetti che questo è il primo blues in cinque quarti.