Jazz nel pomeriggio

sabato 8 novembre 2014

The Roses Of Picardy – It’s A Long Way To Tipperary – Keep The Home Fires Burning (Bill Carrothers)

Questo doppio CD del 2003 è fino a oggi il lavoro più ambizioso di Bill Carrothers, l’originale pianista già ascoltato su «Jazz nel pomeriggio». Non trovo di meglio da dirne che quanto ne scrissi all’epoca su «Musica Jazz». 
Ignoro se questa edizione si trovi ancora in giro, ma vale la pena cercarla: oltre che per la musica, che è bella e perfino commovente, per il libretto, che reca poesie dei «poeti di guerra» inglesi Wilfred Owen, Siegfried Sassoon e «Philip Johnstone» (John Purvis), e tutti i testi delle canzoni d’epoca.

 Un lavoro di Bill Carrothers, jazzman di talento insolito e d’insolita propensione storico-letteraria, sulla guerra del 1914-18 vista come inizio autentico del XX secolo e di un diverso rapporto degli USA con l’Europa e con se stessi. Per materiali usa canzoni d’epoca – alcune affidate alla voce gradevole e ineducata della moglie o a un coro argutamente approssimativo – e composizioni originali, col fantasma ricorrente di Till We Meet Again.

 La Grande Guerra, colta nella nostalgia degli affetti lontani o nella disperazione delle trincee, illustrate nel libretto sia dai versi di Wilfred Owen sia da quelli delle canzonette, è per Carrothers luogo mentale visitato con l’intensità dell’ossessione e anche rito di passaggio di un’America innocente e rurale, che partecipò alla guerra con quasi due milioni di soldati, idea cara a questo americano orgogliosamente provinciale, che ha ripudiato New York e quindi il cursus jazzistico convenzionale.

 La naïveté o il kitsch patriottico delle canzoni sono redenti da un’accento sincero e pietoso, e gli originali, tutti «a programma», non escludono tocchi umoristici. La musica risente la libertà di chi, oggi raro, non avverte l’angoscia dell’influenza né l’obbligo dell’attualità. Il pianismo mercuriale, armonicamente inquieto di Carrothers si giova qui come altre volte dell’energia esorbitante di Bill Stewart e del contrasto con la campitura cupa dei due archi e i rumorismi elettronici.

 The Roses Of Picardy (Weatherley-Wood), da «Armistice 1918», SKETCH 333043 44. Bill Carrothers, piano. Registrato nel giugno 2003.



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 It’a A Long Way To Tipperary (Judge-Williams), ib. Carrothers; Drew Gress, contrabbasso; Bill Stewart, batteria.



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 Keep The Home Fires Burning (Ford-Novello), c.s. più Peg Carrothers; Matt Turner, violoncello.



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