Jazz nel pomeriggio

mercoledì 5 novembre 2014

The Call – Afternoon In Paris – It Never Entered My Mind (Frank Kimbrough)

 Ancora pianisti, allora, perché c’è poco da fare: quale che sia il genere, è questo lo strumento che suscita le passioni più forti. Frank Kimbrough, poco meno che sessantenne così come i suoi compagni di quartetto (bassista e saxofonista gli sono colleghi anche nell’orchestra di Maria Schneider), è un pianista il cui stile, per alcuni versi, si può assimilare a quello di Bill Carrothers: armonicamente disinvolto, ma formalmente nei confini di un mainstream avanzato, confini entro i quali sa far succedere spesso cose interessanti, anche se mai illuminate da lampi di genio o almeno di sorpresa autentica, come può succedere, e succede sovente, a Carrothers.

 Afternoon In Paris, per esempio, nel suo determinato esperimento di decostruzione, offusca un po’ la bella linea di John Lewis per via di un interplay e di uno «swing implicito» più laboriosi che rimunerativi all’ascolto. Meglio lo standard di Rodgers & Hart o il concettoso, lontanamente jarrettiano The Call, posto ad apertura di disco, quasi un invito all’ascoltatore ad aprire le orecchie.

 The Call (Kimbrough), da «Quartet», Palmetto Records PM 2173. Steve Wilson, sax alto; Frank Kimbrough, piano; Jay Anderson, contrabbasso; Lewis Nash, batteria. Registrato il 27 maggio 2014.



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Afternoon In Paris (John Lewis), id.



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 It Never Entered My Mind (Rodgers-Hart), id. Wilson suona il sax soprano.



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