Jazz nel pomeriggio

venerdì 30 maggio 2014

Chick’s Tune (Blue Mitchell & Chick Corea)

 Nell’estate del 1964 Chick Corea, ventitreenne da poco, registrò per la prima volta (di tre o quattro) per la Blue Note con il complesso di Blue Mitchell, il delizioso trombettista distintosi soprattutto con Horace Silver, di cui fu il trombettista quintessenziale.

 Corea era già stato in sala d’incisione parecchie volte, a cominciare da due anni prima; questa seduta ne dà un ritratto attendibile a quel punto aurorale della carriera, intento a quello che sapeva fare meglio, cioè un jazz latin inflected che già aveva sperimentato, anche su disco, con Mongo Santamaria, Montego Joe e Dave Pike; e insieme un jazz aggiornato, che gli consente di far valere la sua  ascendenza tyneriana, ancora forte ma già personale nel tocco asciutto, nella varietà ritmica e nella sagacia degli accompagnamenti. Non è tutto, perché in questo pezzo, che chiude il disco, Mitchell gli permette anche di dare conto dell’altro suo grande talento, la composizione. Aloysius Foster è non altri che Al Foster e al sax tenore c’è l’altro insigne silveriano Junior Cook.

 Chick’s Tune (Corea), da «The Thing to Do», Blue Note CDP 7 84178 2. Blue Mitchell, tromba; Junior Cook, sax tenore; Chick Corea, piano; Gene Taylor, contrabbasso; Aloysius (Al) Foster, batteria. Registrato il 30 luglio 1964.



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13 commenti:

sergio pasquandrea ha detto...

che poi, il Corea tra qui e Now He Sings, Now He Sobs è il mio preferito in assoluto

negrodeath ha detto...

Aggiungo Tones... alla lista di Sergio, ma sono d'accordo.

sergio pasquandrea ha detto...

giusto, gran disco.
anche la roba con i Circle di Braxton, volendo.

sergio pasquandrea ha detto...

(insomma, tutto ciò che viene prima di Scientology, se vogliamo riassumere)

loopdimare ha detto...

Blue mi è sembrato sempre un po' poco personale.
Corea è stato troppo ondivago

Marco Bertoli ha detto...

Non esiste forse un altro musicista del livello di Chick Corea che abbia fatto tanta musica brutta. Ciò detto, a me piace anche il primissimo Return to Forever, di cui ho parlato anche qui sopra non troppo tempo fa.

Marco Bertoli ha detto...

Blue Mitchell ha avuto un po' la sfortuna generazionale di suonare la tromba rifacendosi a Clifford Brownin in mezzo ad alcuni 'grosso modo' coetanei che facevano la stessa cosa ma con ben superiore originalità: Booker Little, Freddie Hubbard e poco dopo Woody Shaw. Ma è un trombettista musicalissimo e sempre molto appropriato alle situazioni in cui si trova; mica per niente l'ho definito il trombettista «quintessenziale» di Horace Silver, che ha avuto alla tromba musicisti superiori a lui, come Kenny Dorham e addirittura Clifford Brown stesso.

negrodeath ha detto...

Il mio sogno jazzistico sarebbe Lee Morgan al servizio di Silver, già che ci siamo.

MJ ha detto...

"Non esiste forse un altro musicista del livello di Chick Corea che abbia fatto tanta musica brutta"

Herbie Hancock e John McLaughlin, solo per citarne altri due...

Marco Bertoli ha detto...

Suonano insieme in un paio di Blue Note a nome di Morgan, ma credo che ci sia una ragione se non hanno mai fatto società – avevano due personalità veramente come il giorno e la notte.

Marco Bertoli ha detto...

MJ: vero, ma se non altro McLaughlin è un musicista di livello incommensurabilmente inferiore agli altri due.

negrodeath ha detto...

Sì, è vero, ma pensavo a Morgan trombettista in un gruppo di Silver. Sulle personalità lontanissime niente da obiettare.

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Per fortuna Silver non si è fatto mancare trombettisti d'eccellenza; oltre ai tre che ho citato, Woody Shaw, Tom Harrel