Jazz nel pomeriggio

mercoledì 21 novembre 2012

Tickle Me Crazy (Herb Robertson)

 Herb Robertson (1951) è un musicista interessante e di certo non sovraesposto. La sua musica, come intima il titolo del disco, richiede un’attenzione speciale, ma più nel senso dell’intensità che della durata; è una di quelle musiche improvvisate in cui succedono veramente un sacco di cose simultanee e in cui è facile, quindi, perdere il filo. Se riesci a non farlo, ne sarai rimeritato.

 Di più, questo disco ha il pregio di note di copertina di Harvey Pekar, che per anni è stato anche critico di jazz per varie riviste. Io poi ho un debole per il nome della band.

 Tickle Me Crazy (Hovey-Lough), da «Music for Long Attention Spans», Leo Records CD LR 315. Herb Robertson and the Double Infinitives: Herb Robertson, tromba e arnesi vari; Steve Swell, trombone; Bob Hovey, trombone, percussioni; Hans Tammer, «endangered guitar»; Chris Lough, contrabbasso; Tom Sayek, batteria, percussioni. Registrato l’11 giugno 2000.



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5 commenti:

LUIGI BICCO ha detto...

E' ben duro, questo pezzo, devo ammetterlo. Non sapevo che Pekar avesse fatto anche il critico jazz. Guarda quante robe serie si imparano passando da queste parti :D

Una domandina fuori luogo: tu carichi i brani MP3 su divshare e li condividi sul tuo blog con il lettore. E lo stai facendo da parecchio. Ma DivShare quanto spazio ti dà?

Marco Bertoli ha detto...

Beh, quando ho colmato un account gratuito ne apro un altro, per avarizia; ma l'ultimo mi dà tanto spazio, 20 GB.

LUIGI BICCO ha detto...

Ellapeppa :)
Pensa che io mi chiedevo come facessi a farci stare tutto in un paio di giga. Però, giustamente, con la storia degli account diversi hai risolto. 20 giga sono parecchiotti in effetti.

Grazie, Marco.

Marco Bertoli ha detto...

Sì, se ti iscrivi adesso ne hai venti; pagando, uno sfracello di più.

LC ha detto...

Harvey Pekar è stato, tra le altre mille cose, anche un critico jazz (e, quasi, sempre, non banale); secondo me, per dire, "American Splendor" con Paul Giamatti, è involontariamente uno dei più bei film sul jazz mai realizzati [a cominciare dalla musica dei titoli di testa, affidata a Joe Maneri (!!!)]

LC