domenica 5 giugno 2016

[Extracurricolare] Una nuova rivista: «Classic Jazz»

 Classic Jazz sarà nelle edicole verso la fine della settimana ventura, edita dalla Sprea. L’ho vista in anteprima perché figuro fra i collaboratori e posso in buona coscienza dire questo: è una rivista dove c’è davvero tanto da leggere per chi sia appassionato al jazz, e quel che c’è da leggere è anche scritto bene. Inoltre non mi pare una replica inutile delle altre due riviste di jazz italiane, Musica Jazz e Jazzit.

 In copertina, per non sbagliare, trovi Miles, all’interno si parla estesamente di Henry Threadgill, che è anche intervistato, di Bill Evans, di Chet Baker e di Norman Granz; c’è un’istanza di quel classico della pubblicistica musicale che è i cento dischi essenziali in altrettante schede (io ne ho scritta una ventina); servizi molto interessanti su jazz e cinema e jazz e pubblicità (!); e vi si parla naturalmente di dischi e libri, e ci sono interviste fra cui una, insolita per franchezza, con Dino Piana.

 Classic Jazz, di cui Francesco Coniglio è direttore editoriale e Maurizio Becker caporedattore, costa 9,90 e sarà bimestrale.

I’ll Remember April (Bud Powell)

Mi mancate.

 I’ll Remember April (Raye-De Paul). Bud Powell, piano; Curly Russell, contrabbasso; Max Roach, batteria. Registrato il 10 gennaio 1947.

lunedì 16 maggio 2016

A Night In Tunisia (Bud Shank & Bob Cooper)

 Sì, sì, lo so, il file non parte, per sentire la musica bisogna scaricarlo. L’ho detto a quei cessi umani del server per cui io pago. Che cosa devo fare, ammazzarli? Porta pazienza.

A Night In Tunisia (Gillespie-Paparelli), da «European Tour 1957», Lone Hill Jazz LHJ10246. Albert Mangelsdorff, trombone; Bud Shank, sax alto; Bob Cooper, sax tenore; Joe Zawinul, piano; Johnny Fischer, contrabbasso; Victor Plasil, batteria. Registrato il 25 marzo 1957.

domenica 15 maggio 2016

Kwebena’s Blues (Michael Carvin)

 Kwebena’s Blues (Carvin), da «The Camel», SteepleChase SCCD3103. Cecil Bridgewater, tromba; Sonny Fortune, sax alto; Ron Burton, piano; Calvin Hill, contrabbasso; Michael Carvin, batteria. Registrato l’8 luglio 1975.

sabato 14 maggio 2016

If I Should Lose You – I’m In The Mood For Love (Charlie Parker)

 Ciao! Torno a pubblicare dopo più di una settimana di silenzio. Quando succede (ma è successo raramente, conviénine) mi dispiace anche perché so, mi è stato proprio detto, che qualcuno è affezionato al pezzo di jazz al mattino. Gli è che questa settimana sono stato e sono ancora stanco, meteoropatico, cioè inverso quando piove, male in gamba, ne ha risentito perfino l’umore del cane; non che la lontananza da Jnp mi abbia giovato, anzi.
 Paolo il Lanciancese ha anche voluto farmi sentire più in colpa indicando che avrei «bucato» il compleanno del blog, ma non è così, manca ancora qualche giorno.

 Come che sia rieccomi, non sono ancora in piena forma ma voglio rientrare facendo bella figura con poca fatica: Charlie Parker with strings.

 If I Should Lose You (Rainger-Robin), da «Charlie Parker - The Verve Years 1948-1950», Verve VE-2-2501. Charlie Parker With Jimmy Carroll Orchestra: Mitch Miller, oboe; Bronislaw Gimpel, Max Hollander, Milton Lomask, violino; Frank Brieff, viola; Frank Miller, violoncello; Meyer Rosen, arpa; Stan Freeman, piano; Ray Brown, contrabbasso; Buddy Rich, batteria; Jimmy Carroll, arrangiamento e direzione. Registrato il 30 novembre 1949.

 I’m In The Mood For Love (Fields-McHugh), ib. Charlie Parker With Joe Lippman Orchestra: Joseph Singer, corno francese; Sam Kaplan, Harry Melnikoff, Sam Rand, Ziggy Smirnoff, violino; Howard Kay, Isadore Zir, viola; Maurice Brown, violoncello; Verley Mills, arpa; Bernie Leighton, piano; Ray Brown, contrabbasso; Buddy Rich, batteria; Joe Lippman, arrangiamento e direzione. Registrato il 5 luglio 1950.

venerdì 6 maggio 2016

Here Comes The Sun / I Want You (George Benson)

 Sarà sembrata un’ideona a Creed Taylor, nel 1969, appena uscito il penultimo (ultimo, in realtà) disco dei Beatles, affidarne la tracklist, esclusa la medley del Lato B, a George Benson nell’occasione più cantante che chitarrista, sostenuto da un’orchestra piena di jazzisti di vaglia e per giunta con un quartetto d’archi, arrangiata e diretta da Don Sebesky.

 Pare che commercialmente sia stata una buona idea. Lo fu anche musicalmente? Giudica tu. Io non negherò che ascoltando questa stranezza mi sono abbastanza divertito.

 Here Comes The Sun (Harrison) / I Want You (Lennon), da «The Other Side Of Abbey Road», A&M SP-3028.  George Benson con orchestra: Freddie Hubbard, Bernie Glow, Marvin Stamm, Mel Davis, tromba e flicorno; Wayne Andre, trombone e eufonio; Sonny Fortune, sax altro; Jerome Richardson, sax tenore, clarinetto, flauto; Don Ashworth, sax baritono, clarinetto basso; Hubert Laws, flauto; Phil Bodner, flauto, oboe; Bob James, Ernie Hayes, Herbie Hancock, piano, organo, clavicembalo; Jerry Jemmott o Ron Carter, contrabbasso; Ed Shaughnessy o Idris Muhammad, batteria; Andy Golzalez, Ray Barretto, percussioni; Max Pollikoff, Raoul Poliakin, violino; Emanuel Vardi, viola; George Ricci, violoncello; Don Sebesky, arrangiamento e direzione d’orchestra. Registrato in ottobre e novembre 1969.

giovedì 5 maggio 2016

St. James Infirmary (Baby Face Willette)

 St. James Infirmary (Trad.) da «Behind the 8 Ball», Argo LP-749. Baby Face Willette, organo; Ben White, chitarra; Jerold Donavon, batteria. Registrato il 30 novembre 1964.

mercoledì 4 maggio 2016

Cheryl (Hampton Hawes)

 Hampton Hawes al Jazzhus Montmartre di Copenaghen, all’epoca la seconda casa di americani espatriati come Dexter Gordon (che figura in un pezzo di questo disco) e Ben Webster. Hampton è di umore estroverso e in questo celebre blues di Charlie Parker a momenti mostra un influsso armonico tyneriano.
Chissà perché il file non va in streaming; per sentirlo lo dovrai scaricare.
 Cheryl (Charlie Parker), da «A Little Copenhagen Night Music», Arista Freedom. Hampton Hawes, piano; Henry Franklin, contrabbasso; Michael Carvin, batteria. Registrato il 2 settembre 1971.

martedì 3 maggio 2016

Prelude To A Kiss – Mr. Dolphy (James Newton)

 A me il flauto non piace molto (mi domando anzi se vi sia chi l’apprezza davvero, tolti, forse, quelli che lo suonano); per questo negli anni lo strumento è comparso poco su Jnp e per lo più nelle mani di musicisti che non ne facevano uso esclusivo: Dolphy, Kirk.

 James Newton ne è di certo uno degli specialisti più segnalati ed è un vero virtuoso, che ha portato a nuovi livelli di complessità la tecnica del canto dello strumento e dell’overblowing.

 Prelude To A Kiss (Ellington), da «If Love», Delta 11124. James Newton, flauto; Mike Cain, piano; Anthony Cox, contrabbasso; Billy Hart, batteria. Registrato nell’aprile 1990.

 Mr. Dolphy (Newton), id.

lunedì 2 maggio 2016

The Man I Love (Billie Holiday & Lester Young)

 The Man I Love (G. & I. Gershwin), da «The Lester Young Story Vol. 4», Columbia 34843. Billie Holiday con Buck Clayton, Harry Edison, tromba; Earle Warren, Jack Washington, sax alto; Lester Young, sax tenore; Joe Sullivan, piano; Freddy Greene, chitarra; Walter Page, contrabbasso;  Jo Jones, batteria. Registrato il 13 dicembre 1939.

domenica 1 maggio 2016

In the Land of the Living Dead (Dizzy Gillespie)

 Sono zombie turistici, questi di Dizzy del 1975. 

 In the Land of the Living Dead (Gafa) da «Bahiana», Pablo 002521860727. Dizzy Gillespie, tromba; Roger Glenn, flauto; Al Gafa, Michael Howell, chitarra; Earl May, contrabbasso: Mickey Roker, batteria; Paulinho da Costa, percussioni. Registrato il 20 novembre 1975.

sabato 30 aprile 2016

[Extracurricolare] Wunderkammer di Carlo Tosetti

 Se mi segui da un po’ sai che mi piace la poesia e che quando posso trascrivo qualche verso (non mio) nei post del blog. A loro volta, alcuni poeti sono lettori di Jazz nel pomeriggio.

 Uno di questi, l’a me carissimo Carlo Tosetti, autore anche di un guest post in tempi non vicinissimi, è fuori con una nuova raccolta edita da un altro mio amico e lettore, l’ottimo a sua volta poeta Antonio Lillo di Pietre Vive.

La raccolta si chiama Wunderkammer e contiene poesie e alcune prose bellissime; e molto, molto insolite.

Black Hands Bejewelled (Henry Threadgill)

 Per una volta un post celebrativo: festaggiamo Henry Threadgill che da poco ha ricevuto il premio Pulitzer per la composizione musicale, assegnato a In For A Penny, In For A Pound, contenuto in un disco omonimo; non è forse una cosa delle sue più belle, ma fa niente. Questo intanto è un disco del 1987.

 Black Hands Bejewelled (Threadgill), da «Easy Slip Into Another World», RCA/Novus 3025-2-N11. Rasul Siddick, tromba: Frank Lacy, trombone; Henry Threadgill, sax alto; Diedre Murray, violoncello; Fred Hopkins, contrabbasso; Pheeroan akLaff, Reggie Nicholson, batteria. Registrato il 20 settembre 1987.

venerdì 29 aprile 2016

Evolution (Teddy Charles)

Il line up, l’organico e l’anno fanno pensare subito al West Coast Jazz; la complessità della composizione, multitematica, scritta per la massima parte, fa pensare alla third stream. C’è un po’ (molto poco) del primo e un po’ della seconda, ma c’è soprattutto una genuina vena sperimentale e avventurosa del compositore e leader Teddy Charles che evita le affettazioni e il linfatismo del West Coast e l’ambizione superciliosa della third stream.

 Evolution (Charles), da «Evolution», Prestige/OJC-1731. Shorty Rogers, tromba; Jimmy Giuffre, sax tenore; Teddy Charles, vibrafono; Curtis Counce, contrabbasso; Shelly Manne, batteria. Registrato nel 1953.

giovedì 28 aprile 2016

Two Pieces Of One: Red (Tony Williams)

 Two Pieces Of One: Red (Williams), da «Life Time», Blue Note CDP 784180 2. Sam Rivers, sax tenore; Gary Peacock, Richard Davis, contrabbasso; Tony Williams, batteria. Registrato il 21 agosto 1964.

mercoledì 27 aprile 2016

On Green Dolphin Street (Herb Ellis & Ray Brown)

 Questa è così per accompagnarti nel giorno nuovo senza pensieri. Volevo fare un post più impegnativo, con musica più seria, ma non ce l’ho fatta, scusami, non ce l’ho proprio fatta. Vedo se ci riesco durante la giornata, ma non me la sento di prometterti niente. Ci vuole tanta pazienza.

 On Green Dolphin Street (Kaper-Washington), da «Soft Shoe», Concord Jazz CJ-3.  Herb Ellis, chitarra; Ray Brown, contrabbasso. Registrato nel 1974.

martedì 26 aprile 2016

Cantaloupe Island – Oliloquy Valley (Herbie Hancock)

 Nel 1964 Herbie Hancock fece in questo disco la prova generale del suo capolavoro, «Maiden Voyage», registrato l’anno successivo in identica formazione con l’aggiunta di George Coleman. Freddie Hubbard, insolitamente con la cornetta, vi suona come il Padreterno e anche Tony Wiliams non scherza mica.

 La vamp introduttiva  ha un groove da una tonnellata e infatti molti anni dopo è stata campionata da un rapper.

 Cantaloupe Island (Hancock), da «Empyrean Isles», Blue Note CDP 7 84175 2. Freddie Hubbard, cornetta; Herbie Hancock, piano; Ron Carter, contrabbasso; Tony Williams, batteria. Registrato il 17 giugno 1964.

 Oliloquy Valley (Hancock), id.

lunedì 25 aprile 2016

Milestones – Our Day Will Come (The Three Souls)

 Una così tipica seduta Argo/Cadet degli anni Sessanta, Chicago raw, fedeltà sonora un po’ così, Hammond aggraziato come una sega elettrica, atmosfera unta come soul food ma al tempo stesso stranamente, piacevolmente leggera: e tutti suonano bene. Il saxofonista London «Sonny» Cox raggiunse poi una sua gloria come allenatore di basket juniores; Our day Will Come era stata una hit l’anno prima.

 Questi Three Souls, nome che fa il verso ai Three Sounds, incisero tre dischi per la Argo in quegli anni. Altro non ne so.

 Buon 25 aprile!

I file non si eseguono in streaming; per sentirli, dovrai scaricarteli.

 Milestones (Davis), da «Dangerous Dan Express», Argo LP 4036. The Three Souls: Sonny Cox, sax altro; Ken Prince, organo; Robert Shy, batteria. Registrato nel 1964.

 Our Day Will Come (Hilliard-Garson), ib. più George Eskridge, chitarra.