Jazz nel pomeriggio

giovedì 28 giugno 2012

Pee Wee’s Blues - I Got the World on a String (Pee Wee Russell)

 Torna dopo quasi esattamente un anno Pee Wee Russell, e in un pezzo in cui l’abbiamo già sentito con diversa formazione. Si tratta della sua composizione più nota, Pee Wee’s Blues, che Russell interpreta al centro di una dream band riunita sotto suo nome nel 1959. Nella front line trovi Vic Dickenson, trombonista che gli è quanto mai congeniale, Buck Clayton e l’antico sodale Bud Freeman, uno degli autentici Chicagoans, come l’ineffabile Eddie Condon.
 Non meno dream (anzi!, visto che c’è l’a me dilettissimo Ruby Braff) è il settetto che esegue I Got the World On A String, esattamente un anno prima.

 Va bé, stamattina non trovo molto altro da dire. I pezzi, comunque, sono bellissimi.

 Pee Wee’s Blues (Russell), da «Pee Wee Russell Plays with Buck Clayton, Vic Dickenson and Bud Freeman», Lone Hill Jazz LHJ10347. Buck Clayton, tromba: Vic Dickenson, trombone; Pee Wee Russell, clarinetto; Bud Freeman, sax tenore; Dick Cary, piano; Eddie Condon, chitarra; Bill Takas, contrabbasso; George Wettling, batteria. Registrato nel febbraio 1959.



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 I Got the World On A String (Arlen-Koehler), ib. Russell, Freeman, Dickenson più Ruby Braff, cornetta; Nat Pierce, piano; Charles Potter, contrabbasso; Karl Kiffe, batteria. Registrato nel febbraio 1958.



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2 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

Racconta Shipton che in un certo periodo, durante gli anni della Depressione, Pee Wee Russel suonò all'Hollywood Restaurant, tra Broadway e la Quarantottesima Strada, nel complesso guidato da Red Nichols, di cui facevano parte Eddie Condon, Gene Krupa, Joe Sullivan. Uno dei loro compiti era quello di accompagnare il numero di tre acrobati greci. Alla fine del numero, i due maschi della troupe lanciavano in aria la ragazza. "Ascoltavo ogni croma di Pee Wee", ricordava Condon, "mentre lei veleggiava sulle nostre teste. Avevamo la sensazione che se solo ci fosse sfuggita una nota la poverina o avrebbe continuato a volteggiare nell'aria, o sarebbe caduta di faccia sul pavimento".
Dal che si deduce che certa musica non solo può cambiarti la vita, ma proprio te la salva.
In ogni caso Pee Wee Russell, grande musicista di frontiera, seppe coniugare come pochissimi altri tradizione e modernità.

Marco Bertoli ha detto...

Bellissimo l'aneddoto raccontato da Condon, via Shipton (un bel libro, quello di Shipton, che ne dici?). Pee Wee Russell attraversava veramente gli stili, io qui l'ho pubblicato che suona una composizione di Ornette.