Jazz nel pomeriggio

lunedì 4 giugno 2012

Lush Life (Jimmy Woode)

 Lush Life di Billy Strayhorn, uno dei punti alti dell’American songbook, è un percorso a ostacoli per un cantante, vuoi per la difficoltà della linea melodica in relazione alle armonie, vuoi per la particolarità della forma, vuoi anche per dei versi (di Strayhorn stesso) che, proprio a seconda dell’interpretazione, possono a momenti costeggiare il Kitsch.

 A me piace questa versione datane da Jimmy Woode, che non era un cantante di mestiere, ma il contrabbassista per anni con Duke Ellington anche in dischi celeberrimi come «Such Sweet Thunder» e poi con la Clarke-Boland Orchestra, nonché con un’infinità di musicisti americani ed europei – in Europa si era trasferito nel 1960 e vi è morto pochi anni fa.

 Qui Woode canta e suona in un sestetto tratto dalla Clarke-Boland, le cui incisioni, prodotte dal manager dell’orchestra Gigi Campi, sono state negli ultimi dieci anni più volte ristampate dalla milanese Schema Records; io prendo Lush Life da un album pubblicato nel 2002 con il titolo «Calypso Blues», da cui tolgo  la data d’incisione, che in una successiva riedizione del 2008 («Music for the Small Hours») appare diversa (1967 per 1965).

 Lush Life (Strayhorn), da «Calypso Blues», Rearward RW101. Sahib Shihab, flauto; Francy Boland, piano; Sadi, Joe Harris, percussioni; Jimmy Woode, contrabbasso e canto; Kenny Clarke, batteria. Registrato il 16 giugno 1965 o 1967.



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9 commenti:

lillo ha detto...

bellissima!! grazie :)

Paolo Lancianese ha detto...

Marco, molto (troppo) tempo fa avevi iniziato un interessantissimo discorso su Sahib Shihab paragonato e in una certa (magari piccola) misura paragonabile a Monk. Varrebbe la pena che prima o poi lo riprendessi.
Per quanto riguarda la data della registrazione, "16 giugno 1967" è scritto anche sulla copertina del vinile ("Music for the Small Hours"), uscito - credo - nello stesso 1967. Però forse non significa nulla.

Marco Bertoli ha detto...

Hai ragione, Paolo, intendo riprendere a parlare di Shihab, un saxofonista che apprezzo molto. Natualmente, se nel frattempo intendessi farlo tu, io non chiedo di meglio.

Quanto alla data, qui si presenta un problema ecdotico. Avrei dato credito al 1967 in quanto lectio ulterior, ma tu mi dici che questa data era già sul vinile originale. Quella dell'ultima edizione in CD (2008), dunque, potrebbe essere essere effetto di diffrazione, mentre la prima edizione (2005) potrebbe porsi come più attendibile.

Lo sapevo che quegli esami di filologia romanza mi sarebbero serviti, presto o tardi.

Paolo Lancianese ha detto...

Un disco registrato nel 1965 e pubblicato due anni dopo? Certo, è possibile - e non mancano esempi (anche di dischi registrati e mai pubblicati, o pubblicati venti anni dopo). Ma un disco di quel tipo?
E' pur vero, tuttavia - ma non so quanto possa valere questa osservazione - che tutte le altre tracce di "Calypso blues" (che è una compilation) sono state registrate nel 1965 (25 settembre), proveniendo dall'album "Swing Im Bahnhof", e una è del 1964. Non so.
Il mistero si infittisce. Giuro che prima o poi lo risolvo.

Paolo Lancianese ha detto...

Hai visto dov'è pubblicata la data di registrazione ("June 16th, 1967") in "Music for the Small Hours" (sia l'LP del 1967 che il CD)? In quella posizione, con quell'evidenza, può mai trattarsi di un errore, o di un refuso? L'indagine continua.
Parliamo d'altro: Woode, per non essere del mestiere, gliel'ammolla, come dite voi a Milano. Ma un po' gliel'ammolla, per non essere del mestiere, anche Shihab, che canta "Please, Don't Leave".

Marco Bertoli ha detto...

È difficile che un buon musicista non sia anche un cantante almeno discreto (fanno eccezione Keith Jarrett e Glenn Gould…).

Poi, ti prego di credermi, io non ho mai in vita mia detto o scritto gliel'ammolla! Quelli che hai sentito tu saranno stati di Monza… :-)

LC ha detto...

Se Joe Harris è alle percussioni, la data d'incisione è per forza il 1965, visto che nel 1966 il batterista rientrò definitivamente negli Stati Uniti. E la località è Berlino (non Colonia come invece suggeriscono alcune discografie) perché Harris era stato assunto dalla SFB Big Band e lì lavorava ogni giorno.

LC

Marco Bertoli ha detto...

Ubi major.. Confidavo nell'intervento risolutore di Luca Conti.

giorgiopana ha detto...

Molto bella.Quasi meglio di quella di Johnny Hartman.