Jazz nel pomeriggio

domenica 9 febbraio 2020

The Song Is You – Summertime (Art Blakey)


 In questo disco insolito senti Art Blakey a capo di un quartetto composto per l’occasione anziché di una formazione dei Jazz Messengers, come viceversa Blakey si è presentato quasi esclusivamente dai tardi anni Cinquanta in poi, l’eccezione più significativa essendo stata, credo, la sua partecipazione (con Gillespie, Winding, Monk e Al McKibbon) ai Jazz Giants, nei primissimi anni Settanta. 

 Si tratta in breve di una blowing session (e anche questa, data l'etichetta Impulse!, è cosa insolita) molto riuscita, con tre standard e tre originali basati sul blues, tutti head arranged. Sonny Stitt alterna alto e tenore ed è in forma brillante, e altrettanto il leader nominale della seduta, il quale, come è tratto distintivo di un batterista autorevole, crea e colora lo spazio sonoro con il suo drumming dalla sonorità inconfondibile. 

 The Song Is You (Kern-Hammerstein III), da «A Jazz Message», Impulse!. Sonny Stitt, sax alto; McCoy Tyner, piano; Art Davis, contrabbasso; Art Blakey, batteria. Registrato il 16 luglio 1963.

 Summertime (Gershwin-Gershwin-Heyward), ib. ma Stitt suona il sax tenore.

2 commenti:

loopdimare ha detto...

Disco interessante ma un po' acefalo. Blakey funziona come sempre ma il gruppo non ha il "tiro" dei messengers, Tyner è più ortodosso del solito e Stitt che il più impegnato è bravissimo, ma sembra un ospite di riguardo.

Marco Bertoli ha detto...

Sì, non è un disco di grande impegno, solo il disco di quattro grandi musicisti che si divertono suonando benissimo. Piuttosto, come accenno, è curioso che sia uscito per la Impulse!; probabilmente pegno dell'amicizia e dell'ammirazione di Thiele per Blakey.