Jazz nel pomeriggio

martedì 16 aprile 2019

Oh, Lady Be Good – Air Mail Special – Nice Work If You Can Get It (Teddy Wilson)


  Teddy Wilson è il pianista di jazz che tutti i pianisti di jazz citano quando devono nominare i loro pianisti di jazz preferiti: l’hanno ricordato per tale Bill Evans e Lennie Tristano, Horace Silver, Cecil Taylor, Brad Mehldau e sicuramente molti altri prima e dopo. Capita che qualche originale esprima perplessità o peggio su Monk, trovi Earl Hines scomposto, Art Tatum eccessivo, James P. Johnson pesante, Bud Powell troppo drammatico, Evans svenevole, Jarrett magniloquente, Taylor insensato, ma che cosa c’è in Teddy Wilson che possa non piacere? 

  Messa così, uno potrebbe pensare a Teddy sito in un’aurea «middle of the road», sprovvisto di evidenti difetti come di pregi grandi, e invece il fascino eterno del suo pianismo è quello dell’equilibrio consentito da un dominio compiuto dello strumento e del linguaggio, è nella capacità di affrontare la musica con un vocabolario amplissimo (penso alla sua duttilità ritmica) al servizio di una sensibilità in realtà inquieta, incandescente. 

  Da questa raccolta dei primi anni Cinquanta scelgo praticamente a caso; mi limito ad attirare la tua attenzione su Air Mail Special, il classico goodmaniano del 1941 con la famosa armonia diminuita nel bridge, di cui la versione pianistica risulta una specie di controtipo in bianco e nero.

  Oh, Lady Be Good (G.-I. Gershwin), da «Intimate Listening», Verve UCCV-9616. Teddy Wilson, piano; John Simmons, contrabbasso; Buddy Rich, batteria. Registrato il 16 dicembre 1952.

  Air Mail Special (Goodman-Mundy-Christian), Wilson; Arvell Shaw, contrabbasso; J.C. Heard, batteria. Registrato il 4 settembre 1953.

  Nice Work If You Can Get It  (G.-I. Gershwin), id.

3 commenti:

loopdimare ha detto...

Teddy Wilson sarebbe perfetto per spiegare a un alieno il pinismo jazz senza rischi di fraintendimenti.

loopdimare ha detto...

non so cosa sia il pinismo, ma Wilson lo sa di sicuro...
E vorrei anche ricordare le su "orchestrine" sempre molto eleganti, anche quelle intestate a Billie...

Marco Bertoli ha detto...

Davvero; un inappariscente grande del jazz. Fra l'altro, dal punto di vista meramente pianistico, è stato forse il pianista jazz di esecuzione più perfetta.