Jazz nel pomeriggio

lunedì 8 aprile 2019

I’ll Remember April – Lady Bird (Don Byas)


  Ecco Don Byas con una sezione ritmica danese «mista»: mista quanto alla qualità, perché NHØP e Alex Riel filano con la proprietà e la forza propulsiva di una ritmica americana di classe (in quegli anni, al Jazzhus Montmartre di Copenhagen, accompagnarono praticamente tutti i più grandi solisti USA) mentre Bent Axen, che si sente con Dolphy in una famosa session dal vivo del 1961, è accompagnatore un po’ greve e invadente, e di dubbio swing. Neanche in assolo entusiasma. Magari mi sbaglio.

  Don nel 1966 già non era più all’apice della forma benché appena 54enne – al bicchiere si paga pegno – ma era ancora un bel sentire, con quel suono gonfio e lussureggiante e il fraseggio serpentino, che mi fanno pensare a un’allegra anaconda (?). In Lady Bird cominci a sentire l’influenza che, curiosamente, Coltrane esercitò su Byas dalla metà degli anni Sessanta.

  I’ll Remember April (Raye-De Paul), da «Ballads for Swingers», Polydor 623207. Don Byas, sax tenore; Bent Axen, piano; Niels Henning Ørsted Pedersen, contrabbasso; Alex Riel, batteria. Registrato nel 1966.

  Lady Bird (Dameron), id. 

3 commenti:

loopdimare ha detto...

Byas ha inciso musica con Amália Rodrigues con risultati che mi lasciano perplesso. Ti beccherai youtube su FB...

Paolo il Lancianese ha detto...

Sì, vedi qui il post del 12 settembre 2014. Sulla qualità della performance di Don Byas in quel disco non mi pronuncio. Ma si tratta di un'incisione del 1968 (se è degno di fede il blog da cui allora ricavai la datazione) e la forma di Byas è certamente ancor più appassita. Tant'è.

loopdimare ha detto...

non è l'appasir che mi tormenta,
con Amalia appassire è fado,
è il contrasto a metà rappreso.
come un cliente fuori posto in un bar
che invece di imporre la sua diversità,
tenta una mimesi impossibile.
Byas doveva fare l'Orson Wells
in un bar di Lisboa
pronto a far botte per un'Amalia
pronta a fuggire per New York.