Jazz nel pomeriggio

domenica 6 dicembre 2015

So Do It! – Sandu – I Don’t Stand A Ghost Of A Chance With You (Wes Montgomery)

 Wes Montgomery rappresenta uno dei vuoti più cospicui e tutto sommato meno giustificabili in Jazz nel pomeriggio, che pure non si è mai prefisso nessuna agenda; blame it on my youth, no, scherzo, da’ pure la colpa al mio non grande amore per la chitarra, non davvero a una mia ostilità per questo chitarrista.

 Le tre esecuzioni, in cui Wes è accompagnato da un quartetto fortissimo che include l’inglese Victor Feldman e quel James Clay non nuovo a questi lidi, ne illustrano bene le qualità: un suono vibrante e gutsy, non troppo elettrico, un fraseggio swingante e intriso di blues su tutti i registri dello strumento con preferenza per quello medio basso (in Sandu Montgomery tocca e ritocca note non udite sovente sulla chitarra) e poi quelle potenti, caratteristiche frasi in ottava.

 So Do It! (Montgomery), da «Movin’ Along», [Riverside] OJC 00025218608923. James Clay, sax tenore; Wes Montgomery, chitarra; Victor Feldman, piano; Sam Jones, contrabbasso; Louis Hayes, batteria. Registrato il 12 ottobre 1960.

 Sandu (Clifford Brown) id. ma  Clay suona il flauto.

 I Don’t Stand A Ghost Of A Chance With You (Crosby-Washington-Young), id.  ma senza Clay.

7 commenti:

loopdimare ha detto...

Wes un punto cardinale della chitarra...

Paolo il Lancianese ha detto...

Un altro è Jim Hall. Ne mancano due. Chi ci mettiamo? Bè, sì: Charlie Christian. Marco, aggiungi il quarto. E spiegaci da dove viene lo scarso amore per la chitarra.

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Paolo, mi meravigli: Charlie Christian è ben presente su JNP, è uno dei miei musicisti preferiti!

Jim Hall, è vero, non c'è a proprio nome ma compare con Bill Evans e, mi pare, con Sonny Rollins, però provvederò presto. In compenso ho 'coperto' chitarristi meno noti come Billy Bauer e Ray Crawford e anche altri.

Non so dirti perché la chitarra non mi appassioni troppo… dev'essere perché la sua particolare geometria armonica impedisce ai suoi praticanti di essere molto originali, a meno che non siano padreterni come Christian, Hall e Montgomery.

Paolo il Lancianese ha detto...

Mi sono spiegato male. Volevo solo, per gioco, completare i quattro punti cardinali, con i chitarristi che ci piacciono di più, costringendoti a fare un altro nome. So bene della tua ammirazione per Christian, perciò mi sono permesso di aggiungerlo d'ufficio.

Jazz nel pomeriggio ha detto...

AH! Beh, comunque oggi è andato Jim Hall.

Anonimo ha detto...

"Non so dirti perché la chitarra non mi appassioni troppo… dev'essere perché la sua particolare geometria armonica impedisce ai suoi praticanti di essere molto originali, a meno che non siano padreterni come Christian, Hall e Montgomery."

non sono troppo d'accordo, di chitarristi grandi e originali ce ne sono, oltre a quelli nominati ci sono Reinhardt, Lenny Breau, George Van Eps (quanto è sottovalutato Van Eps? Eppure la sua importanza è paragonabile a quella di Christian), Linc Chamberland (lodevolmente visto pure da queste parti, grandissimo dimenticato), Allan Holdsworth (posso immaginare le espressioni di qualcuno per Holdsworth ma l'originalità è indiscutibile), Sharrock, e si potrebbe continuare.
Credo il problema sia più una mancanza di compositori all'altezza di quelli che si trovano tra i musicisti che suonano altri strumenti, certo c'è qualcuno che ha scritto cose valide (tipo Reinhardt o anche un Dennis Sandole) ma in generale è l'aspetto che trovo più carente. Strano perchè ad esempio nella musica brasiliana fortemente influenzata dal jazz i chitarristi-compositori sono tanti e molto bravi. Vai a capire.

Antonio P.

Marco Bertoli ha detto...

Commento degno di riflessione. Grazie, e bentornato.