Jazz nel pomeriggio

venerdì 11 dicembre 2015

Light Blue – Nutty (Thelonious Monk)

 Monk nel 1969 a Parigi con Rouse e il quartetto arronzato con due sconosciuti. Ma per due pezzi, Monk chiamò su Philly Joe Jones, che era fra il pubblico.

 Secondo Robin D. G. Kelley, autore di una ponderosa biografia di Monk, in quell’occasione «Jones aveva un aspetto terribile: macilento, privo degli incisivi, fragile». Fragile non si sarebbe proprio detto, a sentirlo in Nutty.

 Light Blue (Monk), da «Paris 1969», Blue Note 0602537460502. Charlie Rouse, sax tenore; Thelonious Monk, piano; Nate Hygelund, contrabbasso; Paris Wright, batteria. Registrato il 15 dicembre 1969.

 Nutty (Monk), id. ma Philly Joe Jones al posto di Wright.

8 commenti:

Paolo il Lancianese ha detto...

E sudava. Quanto sudava! Bene non stava, no. Ma era sempre Monk.

Marco Bertoli ha detto...

Kelley parlava di Philly Joe, però.

Paolo il Lancianese ha detto...

Già, mi era sfuggito il soggetto! Però Monk sudava davvero in modo impressionante, abnorme. Guardalo qui mentre suona "I Mean You": https://www.youtube.com/watch?v=kROre63J0Lw. Meglio ancora qui, dove si vede anche Jones che non sembra star male ma per essere terribile nell'aspetto lo è davvero: https://www.youtube.com/watch?v=MXpWO-xIQSA.

loopdimare ha detto...

io vidi Monk a Milano fine 70, con i Jazz Giants: c'era Gillespie strepitoso, Sonny Stitt molto concentrato, Kay Winging virtuoso come sempre. Al basso c'era un Al Mckibbon onorevole e poi c'era Art Blakey che era una furia, con un assolo in Nught in Tunisia spaventoso. In un contesto simile, Monk deve aver dormito per 3/4 del tempo, svegliandosi per un po' di suoi brani come Blue Monk e Round midnight...

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Paolo: la sudorazione, come spiega Kelley nella biografia, era un effetto della pesante medicazione psichiatrica a cui Monk in quel periodo era sottoposto, anche scontando qualche più che probabile altra 'automedicazione'.

Alberto: che fortuna aver visto Monk! Che in quella tournée, ricordo di aver letto, pur essendo in pessima forma, riscuoteva sempre più applausi degli altri, che pure erano cinque padreterni.

Philly Joe in questo concerto sembra uscito dall'avello, ma anche così è, non su un altro piano, ma su un altro pianeta rispetto al ragazzo che suona prima di lui.

loopdimare ha detto...

Paolo, su you tube circola il concerto intero ripreso a Copenaghen che è più o meno uguale.
https://www.youtube.com/watch?v=VUVuX3lLrdg

mi permetto di segnalarti questo mio video, che è un montaggio sonoro (il video non è sincronizzato) di un pezzo di quel concerto, sovrapposto a un stralcio del concerto di Davis con jarret (dello stesso periodo). senza ritocchi sembra che possano coesistere curiosamente.
https://www.youtube.com/watch?v=kN2B8lHzaT4

Jazz nel pomeriggio ha detto...

! ! !

Paolo il Lancianese ha detto...

loopdimare: grazie!