Jazz nel pomeriggio

sabato 25 luglio 2015

Hard Times (Bill Frisell)

 In questa estate strana e piuttosto difficile, in cui il Jazz nel pomeriggio, da poco risorto, tuttavia non pare cavarsela troppo bene, può capitare di peggio che sentire Elvin Jones che accompagna Bill Frisell (in tandem con Dave Holland) in una canzone di Stephen Foster, il «padre della musica americana», l’autore di Oh! Susanna.

 Hard Times (Foster), da «Bill Frisell With Dave Holland And Elvin Jones», Nonesuch 7559-79624-2. Bill Frisell, chitarra, loops; Dave Holland, contrabbasso; Elvin Jones, batteria. Registrato nel 2001.

7 commenti:

lucioms ha detto...

Ad esempio, può capitare di sentire Bill Frisell senza essere accompagnato (o, meglio, sostenuto) da Elvin Jones.

LUIGI BICCO ha detto...

A me non dispiace, il pezzo. C'è una buona armonia da giornata di sole (e in effetti). E pensare che quest'album è così tanto diverso dal precedente di Frisell (Blues Dream) che è dello stesso anno.
Comunque questo mi è sempre stato noto per essere quell'album lì, con la cover firmata da Jim Woodring. Il cartoonist americano autore di "Frank", hai presente?

Non so perché "Jazz nel Pomeriggio" non se la stia cavando troppo bene, ma spero che possa tornare presto a star meglio.

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Ad esempio, può capitare di sentire Bill Frisell

Eh, per esempio! :-)

Jim Woodring, giusto. È un disco molto piacevole. JnP tornerà presto in forma.

loopdimare ha detto...

Bella copertina del dico.

prospettive musicali ha detto...

Ma immagino che in questo caso sia l'idea a piacervi, il fatto che a suonare la batteria sia Elvin Jones, giacché poi né Jones né Holland né Frisell mi paiono fare nulla di diverso da quello che farebbero suonando questo brano tre turnisti di Nashville. O no? O qualcuno di voi avrebbe riconosciuto Elvin Jones ascoltando questo brano alla cieca o avrebbe comunque saputo dire che alla batteria c'era un jazzista?
Alessandro

Marco Bertoli ha detto...

Non credo, del resto la canzone non lascerebbe molto posto per suonare «alla Elvin». A me piacciono le canzoni di Stephen Foster, tutto qui!

loopdimare ha detto...

a me piace quel poco di residuo di avanguardia che Bill ogni tanto lascia colare distrattamente. ogni tanto un'asprezza sonora, un salto ritmico, un accordo "vago", il ricordo del ricordo del chitarrista che è stato tanto tempo fa.