Jazz nel pomeriggio

venerdì 24 gennaio 2020

Nardis – Waves – Permutations (Jeremy Steig)


 Non avesse altri meriti, al jazz andrà riconosciuto quello di aver corroso e quindi dissolto la «norma classica» per quanto riguarda la produzione del suono su tutti gli strumenti, in particolare legni e ottoni, dando franchigia a soffi, raspi, sputi, ansiti e stranguglioni.

 Non esagero: queste tecniche estese, più effetti percussivi, diteggiature a vuoto, gemiti etc, si sentono tutte fino all’ultimo sangue per opera del portentoso Jeremy Steig, soprattutto in Nardis. Nemmeno Rahsaan Roland Kirk, che la vulgata vuole abbia introdotto il canto nel flauto (ma è falso: il primo, almeno su disco, fu Sam Most) e l’overblowing, era arrivato a tanto. A petto di Steig, Rahsaan sembra Jean-Pierre Rampal.

 A parte questo, ecco un bel disco con una forte venatura funky, privo tuttavia di suoni elettrici. Unico artificio, brevi tratti di overdubbing del flauto.

 Nardis (Davis), da «Howlin’ For Judy», Blue Note 50999 5 22382 2 2. Jeremy Steig, flauto; Eddie Gomez, contrabbasso; Don Alias, batteria. Registrato l’11 febbraio 1970.

 Waves (Steig-Gomez), id.

 Permutations (Steig-Gomez), id.

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