Jazz nel pomeriggio

venerdì 15 settembre 2017

Children’s Songs No. 1, 2, 3 (Chick Corea)

 Chick Corea ha detto di come queste piccole venti composizioni incise nel 1983 gli fossero suggerite, ovviamente, dall’infanzia. Io non dubito che un’ispirazione più squisitamente pianistica ne sia stata Bartók, non tanto i Mikrokosmos quando i due volumi di A Gyermekeknek, noti con il titolo inglese For Children, pubblicati nel 1909 poi sostanzialmente riveduti nel 1945; ma anche una raccolta di Prokofiev, Musique d’enfants del 1935.

 Nella nota che Corea ha apposto alla riedizione del 2010 di questo disco, in un album ECM che comprende anche le due serie delle «Piano Improvisations», Corea nomina i pianisti che considera suoi ispiratori: fra gli altri Hines, Ellington, Monk, Powell, Horowitz, Jarrett, Gould e… Stefano Bollani.

 Corea e Bollani hanno fatto insieme un disco per la ECM intitolato «Orvieto», che ha ripreso la loro esibizione in duo all’Umbria Jazz del 2010. Io l’ho sentito ma, giuro, non ne ricordo niente, neanche se mi fosse piaciuto (ma credo che se mi fosse piaciuto me lo ricorderei). Lo cercherò. Tu lo conosci?

 No. 1 (Corea), da «Solo Piano. Improvisations - Children’s Songs» ECM 2140-42. Chick Corea, piano. Registrato nel luglio 1983.

 No. 2 (Corea), id.

 No. 3 (Corea), id.

2 commenti:

Paolo il Lancianese ha detto...

Non il più memorabile. Né dell'uno né dell'altro.

loopdimare ha detto...

C'era il video completo su youtube ed era molto divertente più per quello che si vedeva che per quello che si sentiva. In realtà si sentivano due pianisti ferratissimi, ma forse perchè a me i duetti di piano non piacciono molto, il risultato finale era inferiore alla somma dei singoli.
Il divertimento stava tutto nel seguire le mosse dei tue: Bollani che si sbatteva come un pazzo a suonare cose difficilissime e che guardava Corea come per dire "ma tu le sai fare?" e Corea che se ne stava sornione e rispondeva improvvisamente con delle frasi secche e tessissime o con parafrasi del tema proposto da Bollani. c'era un maestro che si divertiva ad ascoltare un allievo e gli dava corda ma che non si dimenticava mai di dare la sua zampata.