Jazz nel pomeriggio

giovedì 5 gennaio 2017

Flight to Jordan - Starbrite (Duke Jordan) RELOADED

Reload dal dicembre 2010. Il giudizio che davo allora di Duke Jordan oggi mi sembra ingeneroso.

  Duke Jordan (Irving Sidney – ) ha avuto una carriera lunga, dopo gli anni Settanta soprattutto in Europa, dove si era stabilito e dov’è morto pochi anni fa, in Danimarca. Ha suonato con tanti ma la sua collaborazione famosa è con Charlie Parker, del cui quintetto fu il pianista nel 1947-48, incidendo dischi famosissimi (gli erano compagni, oltre a Bird, Miles Davis, Tommy Potter e Max Roach). Poi suonò con Coleman Hawkins, Stan Getz, Sonny Stitt e con altri ancora. Come pianista mi sembra qualcosa di più che workmanlike, come dicono gli americani, non molto, però. Ma era un compositore ingegnoso e spesso ispirato e, quando poté farlo, seppe scegliersi i collaboratori e dirigere un complesso con mano ferma.

  Io trovo piacevolissima questa seduta del
1960 per la Blue Note. Rispetto ad altre contemporanee dell’etichetta, l’atmosfera è meno torrida e la musica più conservatrice. L’interesse tuttavia non viene mai meno meno e, grazie alle composizioni di Jordan, la seduta non scade nella blowin’ session, come capitava spesso a quei tempi e in quei frangenti: e poi c’è Stanley Turrentine, che io sento sempre volentieri e presto te ne farò ascoltare qualcosa, e alla tromba, ascolto raro, il giamaicano Dizzy Reece, strumentista luminoso e lontano da cliché.
  Il secondo dei pezzi che ti propongo,
Starbrite, ha una melodia semplicissima e statica, caratteri enfatizzati dall’accompagnamento più che stilizzato della ritmica; la composizione è nella semplice forma AABA’, il chorus è ripetuto due volte e i solisti si limitano a enunciare la melodia, al massimo ornandola un po’. Jordan conferisce varietà al tutto affidando a Reece le prime due A del primo chorus, in cui lui stesso esegue il bridge e la ricapitolazione di A (unico segmento in cui l'improvvisazione sugli accordi è più libera); nel secondo chorus, le due prime AA sono eseguite da Turrentine, il bridge da Reece e la conclusione, come al principio, di nuovo da Reece.

  (Toh, uno dei post più lunghi e articolati che abbia scritto nelle ultime settimane è per un disco che mi piace, sì, ma a cui non ho mai dato importanza. Mah).
  (Oh, e vedo che
Starbrite è il 400mo pezzo di musica che pubblico su Jazz nel pomeriggio. Mica male, che ne dici?)  

 Flight to Jordan (Jordan), da «Flight to Jordan», Blue Note CDP 7 46824-2. Dizzy Reece, tromba; Stanley Turrentine, sax tenore; Duke Jordan, piano; Reggie Workman, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrato il 4 agosto 1960.

  Starbrite (Jordan), ib.

5 commenti:

sergej ha detto...

splendido dizzy reece.
lo conoscevo di nome, ma non mi pare di averlo mai sentito prima.

Marco Bertoli ha detto...

Di lui è in arrivo dell'altro, in bella compagnia!

Ciao

loopdimare ha detto...

Bella musica, ma i temi iniziali esposti all'unisono li trovo insopportabili.

Jazz nel pomeriggio ha detto...

In pratica, otto noni dei temi del jazz moderno :-)

loopdimare ha detto...

diciamo che quelli dell'hard bop erano quelli più tirati via...