Jazz nel pomeriggio

mercoledì 26 settembre 2018

Samba Do Brilho – I Remember Love (Bill Hardman)


Bill Hardman, il titolare di questa seduta del 1978, racconta nelle note di copertina di aver trovato I Remember Love in un baule custodito da un suo amico che conservava composizioni inedite e forse mai eseguite di Tadd Dameron.

 Hardman è uno di quei jazzisti per i quali io ho un debole; un journeyman, direbbero gli americani, un onesto lavoratore della musica che non è uno stilista né tantomeno un caposcuola ma che riesce tuttavia a esprimersi sempre con un’individualità inconfondibile, cioè non solo con abilità artigianale ma con arte, che è quello che il linguaggio del jazz consente a chi lo pratichi con conoscenza, devozione e sincerità (e talento, va senza dire) e che forse lo rende unico fra le musiche evolutesi nel Novecento. 

 Hardman aveva inciso l’anno prima con Junior Cook e Mickey Tucker, pianista che ti ho già presentato (v. la nuvola qui a destra) e di cui potrei dire quello che ho detto di Hardman.  

 Etichette come la Muse di Joe Fields, la Xanadu di Don Schlitten, la Timeless di Wim Wigt, la Mainstream di Bob Shad e la Flying Dutchman di Bob Thiele (la più avventurosa, quest’ultima) negli anni Settanta registrarono con cura e amore una quantità dischi di jazzmainstream creativo e fantasioso. Nei decenni successivi, così pare a me, più raramente il mainstream avrebbe presentato queste qualità né avrebbe trovato produttori discografici del pari sensibili e intelligenti.

 Samba Do Brilho (G. Verqueiro), da «Home», Muse MR 5152. Bill Hardman, tromba; Junior Cook, sax tenore; Mickey Tucker, piano; Chin Suzuki, contrabbasso; Victor Jones, batteria; Lawrence Kilian, percussioni. Registrato il 10 gennaio 1978.
 I Remember Love (Dameron), id.

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