giovedì 5 maggio 2022

Sweet Love – Same Ole Love (365 Days of the Year) (Jason Palmer)

 Jason Palmer, come Ambrose Akinmusire sentito ieri, è un trombettista afroamericano sulla quarantina e come Akinmusire è musicista di eccellenti studi sia jazzistici sia classici, come lui vincitore di concorsi, sideman di jazzisti di nome, impegnato nell’accademia.

 Le analogie non sono poche, tuttavia non mi riesce d’immaginare due jazzisti più diversi, tenendo conto che questo disco del 2019 è l’unico che io abbia sentito di Palmer, il quale non vi suona composizioni proprie (laddove Akinmusire è essenzialmente un compositore) ma tutte canzoni dal repertorio di Anita Baker, «contemporary soul, R & B singer/songwriter, eight-time Grammy winner», della quale tutto ignoro e che non ho avuto né tempo né voglia di approfondire.

 Jason Palmer è trombettista impeccabile, ovviamente, e anche fantasioso, il suo quartetto (la vivace pianista francese Domi Degalle è, vedo, rinomata per conto suo per tutt’altro) suona con drive, eleganza e coordinazione e più di ogni altra cosa è sollecito di piacevolezza, obiettivo che coglie infallibilmente.

 Non so se questo significhi qualcosa, probabilmente no, ma ci ho fatto caso e lo dico: Jason Palmer è l’unico afrodiscendente nel suo quartetto (non ho idea se occasionale o la sua working band).

 Sweet Love (Baker-Johnson-Bias), da «Sweet Love», Steeplechase. Jason Palmer, tromba; Domi Degalle, piano; Max Ridley, contrabbasso; Lee Fish, batteria. Registrato nel dicembre 2017.

 Same Ole Love (365 Days of the Year) (Roberts-McLeod), id.

2 commenti:

loopdimare ha detto...

Come prima impressione sembra un po' ingessato ma poi si capisce che è uno che ama entrare lentamente nel mood. In ogni caso avrei detto che fosse bianco, per una certo rifiuto della drammaticità dinamica dei trombettisti afro. Sono curioso di vedere come si muoverà la sua carriera.
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Come tu faccia ad ignorare Anita Baker non so. a metà anni 80 dove eri?
Sweet love è stato un successo anche in Italia. Lei con bella voce, tecnica ma un po' leggera nel gestire le canzoni. Giustamente si è attestata su un pop elegante e redditizio, anche se qualche l'ha messa nella categoria jazz. Anche compositrice, bravina ma questo l'ha forse limitata come cantante.

Marco Bertoli ha detto...

Ho sempre coperto pochissimo il soul, diciamo pure per niente.