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giovedì 4 aprile 2019

Medley (Bud Shank & Bob Cooper)


  È vero, caro lettore, che sono sparito per mesi e per giunta dopo un anno o più di gestione  contumace del blog. Ma è vero anche che ti ritrovo infrollito: poco reattivo nei commenti e, peggio, spazientito davanti a qualcosa un po’ diverso dalle proposte solite, invero moderate. 

  Ecco una medley di sciroppose ballad da un complesso europeo guidato dai diòscuri del West Coast jazz, Shank & Cooper, quest’ultimo con l’oboe. Mi sarebbe stato difficile trovare qualcosa di più suadente e meno controvertibile. 

  Valuta tu se voglia rientrare nelle tue simpatie o se ti stia prendendo a gabbo.

  Stairway to the Stars (Malneck-Signorelli) / That’s All (Brandt-Haymes) / Easy Living (Rainger-Robin) / Lover Man (Davis-Ramirez-Sherman), da «European Tour 1957», Lone Hill Jazz LHJ10246. Albert Mangelsdorff, trombone; Bud Shank, sax alto; Bob Cooper, oboe; Joe Zawinul, piano; Johnny Fischer, contrabbasso; Victor Plasil, batteria. Registrato il 25 marzo 1957.

giovedì 11 maggio 2017

Fluted Columns (Bud Shank & Bob Cooper)

 Questo pezzo viene a parzialmente smentire una famosa freddura attribuira a Rossini, il quale diceva che la sola cosa più fastidiosa di un concerto per flauto fosse un concerto per due flauti.

 Qui duettano al flauto, su un bebop blues, i diòscuri del West Coast jazz, Bud Shank e Bob Cooper (con Hampton Hawes al piano!). Bud è il primo e indubitabilmente il migliore su quello strumento, che avrebbe abbandonato qualche anno dopo ritendendo di non saperlo suonare.

 Fluted Columns (Shank), da «Bud Shank And Bill Perkins», Pacific Jazz CDP 7243 4 93159 2 1. Bud Shank, Bob Cooper, flauto; Hampton Hawes, piano; Red Mitchell, contrabbasso; Mel Lewis, batteria. Registrato il 2 maggio 1955.

lunedì 16 maggio 2016

A Night In Tunisia (Bud Shank & Bob Cooper)

 Sì, sì, lo so, il file non parte, per sentire la musica bisogna scaricarlo. L’ho detto a quei cessi umani del server per cui io pago. Che cosa devo fare, ammazzarli? Porta pazienza.

A Night In Tunisia (Gillespie-Paparelli), da «European Tour 1957», Lone Hill Jazz LHJ10246. Albert Mangelsdorff, trombone; Bud Shank, sax alto; Bob Cooper, sax tenore; Joe Zawinul, piano; Johnny Fischer, contrabbasso; Victor Plasil, batteria. Registrato il 25 marzo 1957.

giovedì 22 ottobre 2015

Blues In The Night (Bud Shank)

 California, here I come. Una volta non sopportavo il jazz West Coast; ce n’è molto di futile, che al passare degli anni, come per un’esposizione eccessiva al sole crudo della San Fernando Valley, si è calcinato e poi dissolto in polvere. Non, tuttavia, quello contenuto in questo disco, in cui fra l’altro ho il piacere di presentarti per la seconda volta in pochi giorni il pianista Russ Freeman, uno che riusciva a dire sempre una parola personale.

 Blues In The Night (Arlen-Mercer), da «Bud Shank And Bill Perkins», Pacific Jazz CDP 7243 4 93159 2 1. Bud Shank, sax alto; Russ Freeman, piano; Carson Smith, contrabbasso; Shelly Manne, batteria. Registrato il 19 febbraio 1956.

martedì 25 febbraio 2014

Polka Dots And Moonbeams (Bud Shank)

 Polka Dots And Moonbeams è uno dei più zuccherosi standard; il testo, in particolare, fa proprio allegare i denti. Ciò non ha impedito che tantissimi grandi jazzisti vi si cimentassero; nessuno ne ha scalfitto quella glassa coriacea – ci sarebbe voluto Monk, forse, o Earl Hines nei suoi tardi anni, quando non aveva più paura di niente. Tuttavia, accettata la canzone per quello che è, in molti ne hanno dato esecuzioni piacevoli, a cominciare da Frank Sinatra, che credo sia stato il primo a cantarla, quando ancora era con l’orchestra di Tommy Dorsey.

 È il caso anche di questa compagnia mista californiano-europea, a nome del più quintessenziale dei West coaster, Bud Shank, che con Bob Cooper era in tournée in Europa, appunto, nel 1957. Sopra gli arpeggioni di Attila Zoller, Shank ci dà dentro di flauto, ricordandoci che egli fu, finché lo suonò, uno dei flautisti più forti e swinganti del jazz.

 Polka Dots And Moonbeams (Burke-Van Heusen), da «European Tour 1957», Lone Hill Jazz LHJ10246. Bud Shank, flauto; Attila Zoller, chitarra; Gary Peacock, contrabbasso; Karl Sanner, batteria. Registrato nell’aprile 1957.



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lunedì 1 aprile 2013

I’ll Remember April (Bud Shank & Bob Cooper)

 L’idea era di un pesce d’aprile per cui, con questo post, chiudevo il blog e ne annunciavo uno nuovo dal titolo «Tori impagliati», dedicato alle altre mie due passioni: tauromachia e tassidermia. Poi ho lasciato stare (avevo già cominciato ad allestire un blog falso), perché — in un momento in cui il mondo ha due Papi e l’Italia addirittura dieci saggi — temevo che tu potessi cascarci.

  L’aprile lo celebro comunque, con questa entusiasmante versione acefala live di April da parte dei diòscuri della West Coast, Bob Cooper e Bud Shank, due grandi saxofonisti al loro esordio su Jazz nel pomeriggio. Apprezza anche Albert Mangelsdorff nella sua consumata qualità di bopper e Joe Zawinul prima che si americanizzasse.

 I’ll Remember April (Raye-DePaul), da «European Tour 1957», Lone Hill Jazz LHJ10246. Albert Mangelsdorff, trombone; Bud Shank, sax alto; Bob Cooper, sax tenore; Joe Zawinul, piano; Johnny Fischer, contrabbasso; Victor Plasil, batteria. Registrato il 25 marzo 1957.



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