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venerdì 7 ottobre 2016

Summer Sketch – An Afternoon At Home (Russ Freeman & Chet Baker)

 Russ Freeman (1926-2002) si notava sempre per la fantasia del suo contributo, che qui è anche di compositore; nel 1956 condivide la leadership con Chet Baker, già suo boss, e suona quasi tutte sue composizioni.

 La prima che senti è in forma ABCA, armonicamente flessuosa e metricamente ambigua nella sezione C, ed è presentatata senza improvvisazione. La melodia «siede» benissimo sulla tromba di Baker e nella prima sezione ricorda stranamente, rallentata, la canzone dell’insopportabile film del 1960 «The World Of Suzie Wong». Il pezzo è molto suggestivo di una tarda estate sud-californiana, con tutte le percezioni rallentate da qualche ipnotico. Come nel miglior West Coast jazz, quell’apparente relax cela qualcosa di poco chiaro, se non di sordido.

 An Afternoon At Home è West Coast quintessenziale, l’assolo di Russ è estroso, astringente e pieno di swing e la sezione ritmica è West Coast della più classica e felice.

 Summer Sketch (Freeman), da «Quartet: Russ Freeman/Chet Baker», Pacific Jazz 1232. Chet Baker, tromba; Russ Freeman, piano; Leroy Vinnegar, contrabbasso; Shelly Manne, batteria. Registrato il 6 novembre 1956.

An Afternoon At Home (Freeman), id.

mercoledì 1 luglio 2020

Three On A Row – With A Song In My Heart (Shelly Manne)

 Che cosa ti viene alla mente se ti dico «dodecafonia» o «musica seriale»? Dipende da se tu sia interessato alla musica da concerto del Novecento, naturalmente, e se ti piaccia ascoltarla.

 Quasi certamente non ti verrebbe in mente il jazz; eppure la tecnica compositiva seriale, o dodecafonica, ha interessato diversi jazzmen e qui sopra ne abbiamo ascoltato almeno un’istanza anni fa, opera di Don Ellis. Ma laddove il lavoro di Ellis, pur interessante, restava espressivamente irrigidito da una certa dimostratività – cose che può dirsi anche di altra della sua musica – , questo pezzo di Shelly Manne mostra un impiego delle serie dodecafonica in modo espressivamente finalizzato a un jazz da una parte tardo-West Coast, dall’altra impegnato a swingare duro.

 (Il West coast jazz, mi piace ricordare, aveva poi sempre mostrato un côté intellettuale e avanguardistico, dovuto fra l’altro al fatto che alcuni dei suoi esponenti maggiori – proprio Shorty Rogers e Jimmy Giuffre qui presenti, e poi John Graas, Bob Florence e altri ancora – erano stati studenti di Wesley La Violette, compositore accademico di quell’inclinazione).

 La row del titolo del primo pezzo è, ovviamente, la serie di dodici note che fornisce la base alla composizione di Shorty Rogers, serie ripetuta a sua volta dodici volte nel corso dell’esecuzione.

 With A Song In My Heart viene da una seduta di pochissimi giorni dopo (siamo nel 1954) la cui singolarità è non la struttura musicale ma, come del resto nella precedente, la formazione, pianoforte e batteria. È sempre un piacere ascoltare Russ Freeman, musicista di inconfondibile personalità.

 Three On A Row
(Rogers), da «“The Three“ And “The Two”», [Contemporary] OJCCD-172-2. Shorty Rogers, tromba; Jimmy Giuffre, sax baritono; Shelly Manne, batteria. Registrato il 10 settembre 1954.

 With A Song In My Heart (Rodgers-Hart), ib. Manne; Russ Freeman, piano. Registrato il 14 settembre 1954.

giovedì 22 ottobre 2015

Blues In The Night (Bud Shank)

 California, here I come. Una volta non sopportavo il jazz West Coast; ce n’è molto di futile, che al passare degli anni, come per un’esposizione eccessiva al sole crudo della San Fernando Valley, si è calcinato e poi dissolto in polvere. Non, tuttavia, quello contenuto in questo disco, in cui fra l’altro ho il piacere di presentarti per la seconda volta in pochi giorni il pianista Russ Freeman, uno che riusciva a dire sempre una parola personale.

 Blues In The Night (Arlen-Mercer), da «Bud Shank And Bill Perkins», Pacific Jazz CDP 7243 4 93159 2 1. Bud Shank, sax alto; Russ Freeman, piano; Carson Smith, contrabbasso; Shelly Manne, batteria. Registrato il 19 febbraio 1956.

domenica 4 ottobre 2015

Bass Blues (Scott LaFaro) – Summertime (Joe Gordon)

 Titolo del disco evocativo con sopratitolo («Joe Gordon & Scott LaFaro») e foto di copertina decettivi, perché non sentiamo quei due grandi e al cielo cari insieme, bensì in due formazioni e in due anni diversi, ma colti l’uno e l’altro al più classico ritrovo jazzistico sud-californiano di quegli anni, il Lighthouse di Hermosa Beach. Né le due occasioni possono dirsi pienamente indicative del «West Coast Jazz», che fra 1958 e 1960 era già più che declinante al soffio del vento dalla costa Est, peraltro ben percettibile in queste esecuzioni.

 Nel quartetto con Scott LaFaro sono in rilievo il caro Richie Kamuca e l’estroso inglese Victor Feldman, che con LaFaro fa la parte del leone; Joe Gordon, due anni dopo, è uno dei Men di Shelly Manne, c’è di nuovo Kamuca e, in Summertime, Russ Freeman che accompagna con spiritata intensità, e anche il suo assolo è di concentrata, vivissima espressione.

 Bass Blues (Coltrane), da «West Coast Days», Fresh Sound FSR-CD 370. Richie Kamuca, sax tenore; Victor Feldman, piano; Scott LaFaro, contrabbasso; Stan Levey, batteria. Registrato nel settembre 1958.

 Summertime (G. & I. Gershwin), ib. Joe Gordon, tromba; Richie Kamuca, sax tenore; Russ Freeman, piano; Monte Budwig, contrabbasso; Shelly Manne, batteria. Registrato il 31 luglio 1960.

mercoledì 27 marzo 2013

Pink Lady - Too Much (Jack Millman)

 Una di quelle cose fra cool, Third Stream e West Coast jazz che colorivano in modo anche piacevole il paesaggio jazzistico della prima metà degli anni Cinquanta, prima dell’avvento dell’hard bop: ne abbiamo sentiti qui altri esempi da Gil Melle, Teddy Charles – il più interessante, secondo me – , Duane Tatro (v. la nuvola qui a fianco).

 Jack Millman, flicornista, autore di questi due pezzi, e il cornista John Graas, al quale sono dedicati per la massima parte questi due CD della Lone Hill, figurano degnamente nel novero, certe pretese di accademia incluse (la raccolta presenta anche due movimenti di una «sinfonia di fa minore» di Graas: il primo piacevole e non pomposo, il secondo, in cui si fa il verso a Prokofiev, indigesto). Pink Lady ha l’arrangiamento di Shorty Rogers; Too Much quello di Jack Montrose.

 Pink Lady (Millman), da «Jazz Studio 3/4», Lone Hill Jazz LHJ10146. Jack Millman, flicorno; Buddy Collette, flauto; Bob Gordon, clarinetto basso; Red Norvo, vibrafono; Claude Williamson, piano; Red Mitchell, contrabbasso; Shelly Manne, batteria. Registrato il primo giugno 1955.



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 Too Much (Millman), ib. Jack Millman, flicorno; Lin Halliday, sax tenore; Ray Vasquez, sax baritono; Russ Freeman, piano; Ralph Peña, contrabbasso; Gary Frommer, batteria. Registrato il 25 maggio 1955.



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lunedì 17 settembre 2012

Zing! Zang! - One Hundred Years From Today (Bill Perkins)

 Davvero, più West Coast jazz di così si muore: per l’anno d’incisione, l’organico, il repertorio e gli arrangiamenti, la formazione. Il leader Bill Perkins si distingue anche come solista devotissimo a Lester Young. 

 Zing! Zang! (Perkins), da «On stage: The Bill Perkins Octet», [Pacific] Toshiba EMI 6888. Stu Williamson, tromba; Carl Fontana, trombone; Bud Shank, sax alto; Bill Perkins, sax tenore; Jack Nimitz, sax baritono;  Russ Freeman, piano; Red Mitchell, contrabbasso; Mel Lewis, batteria. Registrato nel 1956.



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 One Hundred Years From Today (Washington-Young), c.s.



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giovedì 23 ottobre 2014

I didn’t Know About You – You’re Nearer (Annie Ross)

 Annie Ross on the West coast.

 I didn’t Know About You (Ellington-Russell), da «A Gasser!», Pacific Jazz CDP 7 46854 2. Annie Ross con Russ Freeman, piano; Jim Hall, chitarra; Monty Budwig, contrabbasso; Mel Lewis, batteria. Registrato nel marzo 1959.



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 You’re Nearer (Rodgers-Hart), id. più Bill Perkins, sax tenore.



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martedì 26 giugno 2012

Pepper Returns (Art Pepper)

 Si tratta in realtà di Lover, Come Back to Me di Romberg & Hammerstein II in una versione acefala e a tempo sostenuto. La ritmica è una delle più prestigiose della Los Angeles d’allora (1957) e anche Jack Sheldon, oggi dimenticato, si distingue valorosamente accanto ad Art Pepper. 

 Pepper Returns (Pepper), da «The Return of Art Pepper», Blue Note CDP 7 468632. Art Pepper, sax alto; Jack Sheldon, tromba; Russ Freeman, piano; Leroy Vinegar, contrabbasso; Shelly Manne, batteria. Registrato il 3 gennaio 1957.



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lunedì 7 settembre 2020

Parisian Thoroughfare – Bouncing With Bud (Claude Williamson)

 Claude Williamson (1926-2016) viene identificato senza residui dai pochi che se ne ricordano con il West Coast Jazz, et pour cause; fu fra l’altro il pianista dei Lighthouse All Stars, istituzione di quella corrente, in sostituzione di Russ Freeman. 

 In questo disco del 1995 Williamson ripaga il debito che tutti i pianisti di jazz moderni hanno con il primo e il più grande di tutti loro, Bud Powell, suonando tutte sue composizioni o composizioni a lui legate. Williamson suona benissimo ma si sarebbe giovato di una sezione ritmica appena meno routinière e disossata di quella costituita da questi due bravi session men californiani.

 Io credo, e l’ho scritto qui sopra anche più di una volta e più di due, che il West Coast Jazz, così in apparenza sereno e perfino solare anzi assolato, nasconda un’anima, se non nera, di certo inquieta.

 Parisian Thoroughfare (Powell), da «Hallucinations», V.S.O.P. #95. Claude Williamson, piano. Registrato nel 1995.

 Bouncing With Bud (Powell), ib. Williamson con Dave Carpenter, contrabbasso; Paul Kreibich, batteria.

lunedì 11 agosto 2014

Everything I’ve Got (Annie Ross)

 Annie Ross è stata veramente una cattiva ragazza, che Dio la benedica, lei e tutte le ragazze come lei. Certo, non tutte cantano jazz come lo cantava lei.

 Everything I’ve Got (Rodgers-Hart), da «A Gasser!», Pacific Jazz CDP 7 46854 2. Annie Ross con Zoot Sims, sax tenore; Russ Freeman, piano; Jim Hall, chitarra; Monty Budwig, contrabbasso; Mel Lewis, batteria. Registrato nel marzo 1959.



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venerdì 31 ottobre 2014

Suzy The Poodle – Tickle Toe (Art Pepper)

 Suzy era la barboncina di Art Pepper, il quale nell’autobiografia «Straight Life» ne parla con affetto commovente. Se il fonoritratto è somigliante, Suzy doveva essere un simpatico demonietto, come sono sovente i barboncini.

 Questi due pezzi del 1952 vengono da una delle prime sedute di registrazione di Pepper a proprio nome.

 Suzy The Poodle (Pepper), da «Complete Discovery-Savoy Master Takes», Definitive Classics. Art Pepper, sax alto; Russ Freeman, piano; Bob Whitlock, contrabbasso; Bobby White, batteria. Registrato l’8 ottobre 1952.



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 Tickle Toe (Lester Young), id.



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sabato 21 settembre 2013

I’m Nobody’s Babe (Annie Ross)

 Quando incontro il mio amico Andrea 403 e per caso non abbia ancora provveduto al pezzo per il giorno seguente, gli metto sempre una cantante. Questa so che gli piace molto, e anche a me.

 I’m Nobody's Babe (Davis-Ager-Santly), da «A Gasser! Annie Ross And Zoot Sims», Pacific Jazz CDP 7 46854 2. Annie Ross con Zoot Sims, sax tenore; Russ Freeman, piano; Billy Bean, chitarra; Monty Budwig, contrabbasso; Frankie Capp, batteria. Registrato nel marzo 1959.



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