Jazz nel pomeriggio

martedì 19 febbraio 2013

Dead Man Blues (Jelly Roll Morton)

 Questo pezzo del 1926 dei Red Hot Peppers di Jelly Roll Morton s’inizia con alcune battute di dialogo da vaudeville, non troppo divertenti ma che immagino servano a JRM per ambientare il pezzo, a beneficio di chi non conosca le peculiari tradizioni funebri di New Orleans.

 Sentiamo quindi dapprima otto battute di un classico inno-marcia funebre, Flee As A Bird To The Mountain, dal quale attacca, senza soluzione, un blues nella tipica eterofonia di New Orleans, con le tre voci di cornetta, clarinetto e trombone in contrappunto libero. Seguono, con un nuovo tema, un chorus solistico del clarinetto e due della cornetta.

 E poi… a 2:00 qualcosa d’inaudito – siamo, ricorda, in pieno clima New Orleans – succede: un trio di clarinetti sviluppa una trasfigurante, estatica variazione in armonia, tutta scritta, che quindi si ripete accompagnata da una contromelodia del trombone il cui sol bemolle (blue note) confligge con l’armonia diatonica-maggiore dei clarinetti. Segue un chorus di chiusura nuovamente polifonico, come il primo. Ma a chiudere è un tag dei clarinetti, che citano la prima battuta del loro chorus.

 Capolavoro, serve puntualizzarlo?, e uno di quei pezzi in cui è possibile osservare il jazz proprio nell’attimo in cui sta compiendo un passo innanzi.

 Dead Man Blues (Morton), da «Jelly Roll Morton», JSP Jazzbox 309. Jelly Roll Morton’s Red Hot Peppers: George Mitchell, cornetta; Kid Ory, trombone; Omer Simeon, Barney Bigard, Darnell Howard, clarinetto; Jelly Roll Morton, piano; Johnny St. Cyr, banjo; John Linsday, contrabbasso; Andrew Hilaire, batteria. Registrato il 21 settembre 1926.



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3 commenti:

sergio pasquandrea ha detto...

Ohw, Mister Jelly!

Marco Bertoli ha detto...

Yeah!

LUIGI BICCO ha detto...

Pezzo stupendo, si. Quegli anni sono davvero particolari, sia per il blues sia per una fase di passaggio del jazz da un'età all'altra (che poi avrebbe dovuto compiere un ulteriore passo per entrare nella, diciamo così, "Golden Age").