Jazz nel pomeriggio

martedì 3 aprile 2012

What The World Needs Now Is Love - Alone Together (Stanley Turrentine)

  «Easy Walker», che ho sentito solo recentemente per la prima volta, rischia di diventare uno dei miei Blue Note preferiti. Ha molto per stuzzicare il mio interesse, oltre alla qualità musicale intrinseca. Soprattutto quella sua apparenza un po’ dimessa, come non fosse che uno in più fra i tanti set Blue Note di Stanley Turrentine; ma già incuriosisce la presenza di un McCoy Tyner appena liberatosi dall’impegno con Coltrane, che nell’ultima fase gli era diventato gravoso, per non dire penoso (il suo sollievo, qui, io lo sento evidente).

  Già al secondo o al terzo pezzo si capisce che non è la solita jam session di pezzi da novanta quella che ci passa sotto le orecchie: Tyner non è né Wynton Kelly né Kenny Drew né Sonny Clark e assoggetta il programma, con discrezione ma inesorabilmente, al proprio linguaggio armonico, riuscendo ad avvincere anche in un pezzo jazzisticamente problematico come What The World Need Now Is Love (Turrentine doveva avere un debole per Bacharach).

  Turrentine è più conciso e raziocinante del solito nel suo procedere; la deliberazione che mette nella scelta delle note, il peso che vi conferisce, la collocazione calibratissima nella battuta e la sonorità brunita richiamano Sonny Rollins.

  Più di tutto impressiona l’integrazione di pianista, saxofonista (sentili nelle esposizioni) e ritmica in un quartetto che come unico precedente, credo, aveva il Blue Note di Turrentine «Rough ’N’ Tumble», registrato proprio una settimana prima (v. link sopra). E sono saporiti alcuni tocchi d’arrangiamento, come le quattro battute di tag nel chorus di Alone Together, pronunciate con l’enfasi dell’amen di un coro gospel e infatti, proprio come quello, in cadenza plagale.

  What The World Needs Now Is Love (Bacharach), da «Easy Walker», Blue Note CDP 7243 8 29908 2 6. Stanley Turrentine, sax tenore; McCoy Tyner, piano; Bob Cranshaw, contrabbasso; Mickey Roker, batteria. Registrato l’8 luglio 1966.



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  Alone Together (Schwartz-Dietz), id.



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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai detto tutto e l'hai detto benissimo, Marco. Un'esegesi definitiva per un disco magnifico e sottovalutato, buttato lì, in fondo al baule della Blue Note e dimenticato. Considerato una vacanza disimpegnata di Tyner e non molto di più. Invece... Liofilizzando l'ermeneutica, Turrentine (voce strumentale stupenda) spesso tendeva alla grana grossa ed i suoi dischi da solista soffrivano di eccesso di semplificazione, di assenza di tensione. Qui è costretto da Tyner ad alzare l'asticella e ne trae beneficio. The real McCoy, dopo avere esplorato le alte nebulose, si decontrae, torna ad una musica più terragna, si rilassa, ma senza dimenticare il suo passato. E dalla sintesi empatica delle due diversità guadagnano anche gli altri, che si capisce non presenti solo a timbrare il cartellino.
Ma ditelo, ditelo a tutti quanto è bello questo disco!
Planando su Bacharach, questa "What the world...", tra i milioni di versioni incise di canzoni del sommo Burt, entra nel novero delle migliori. Anzi, decido ora, va sul podio, insieme alla scura, perturbante, malata "Walk on by" degli Stranglers (teppisti quasi impresentabili qui, a Jazz nel pomeriggio) e alla ritmicamente irresistibile "Walk on by" di Wynton Kelly, Jimmy Cobb (un batterista che adoro) e l'ottimo Ron Mc Clure ("Full view" è l'album del 1976).
M.G.

Anonimo ha detto...

Del 1967, non del 1976...

Marco Bertoli ha detto...

The Stranglers, Walk On By.

Bello…